COMUNICARE EFFICACEMENTE

DISEGNAMI UN ALBERO di Elvis Crotti

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Qual è la prima parola che ti viene in mente se pensi al mondo d’oggi? 1) Ipocrita.  2) Egoista.  3) Ingiusto.  4) Violento.  5) Cool. 
Non so rispondere. Abbandono il giornale sulla scrivania, accendo il computer. Sono le 8.35 di un lunedì d’aprile opaco e senza vento. Attendo la telefonata di Manfredini, la riunione d’inizio settimana. Fuori, c’è un panorama produttivo da provincia avanzata: prefabbricati e prati incolti, le torri di cemento e cristallo del centro commerciale, il parcheggio auto completo. Nel corridoio, due colleghi passeggiano con i bicchieri del caffè in mano. Io non bevo caffè. Mi sveglio ogni giorno alle 6. Faccio colazione da solo. Prima di uscire saluto Carla. Poi mio figlio. Ho dieci minuti per arrivare alla stazione e prendere il treno. Quando riesco, leggo. Arrivo in ufficio con le mani sporche d’inchiostro, l’odore della seconda classe sui vestiti e gli occhi già stanchi.
Hanno deciso di affiancarmi un consulente: un ragazzo di trent’anni, master in organizzazione aziendale. Mi presento: - Ciao. Sono Giovanni Vignati. - Piacere. Sono Andrea Grimaldi. Cominciamo? Il ragazzo non domanda: prende appunti. Trascrive ogni operazione. Decide di saltare il pranzo per riordinare le idee. Quando rientro dalla pausa è seduto al mio posto. Concentrato, ripete i comandi. Non commette errori. - Sto provando la procedura, non ti dispiace vero? Lo guardo con tutta la stanca indulgenza che ho collezionato in questi anni. Mi siedo dietro di lui. Lo osservo lavorare.
- Ci sono novità? - No. Beh, niente di particolare. Da oggi, mi hanno affiancato un ragazzo giovane. È uno sveglio, intraprendente. - Cos’è quella faccia? Hai paura che ti soffi il posto? Rimango con la forchetta sollevata sul piatto. Mia moglie riconosce nel mio sguardo imbarazzo e disappunto. Anche mio figlio solleva la testa dal foglio. Mi guarda. - Lo sai che non voglio che disegni quando siamo a tavola. Non c’è bisogno di prendersela con lui - incalza mia moglie. Lui fa finta di niente, inforca un pastello, disegna due pipistrelli appesi al ramo di un albero e colora tutte le nuvole di nero.

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IL GORILLA Ritratti nella penombra di un televisore

Dalla finestra del mio ufficio, guardo all'orizzonte, le gru circondare il luogo dove sorgerà il grattacielo di Isozaki. Sullo sfondo, le cime ravvicinate e spioventi del Resegone, sono coperte di neve. Abbasso lo sguardo sulla città, sopra le case, i viali di alberi ormai spogli, i piccoli giardini deserti. Le auto ferme, riflettono il lento movimento delle nuvole. Questa mattina, l'esubero numero 15 mi ha parlato delle sue tartarughe in letargo. Il numero 12 è un ingegnere appassionato di canto. La figlia del numero 14 sogna di andare in Australia. L'esubero numero 13 ha dichiarato che senza lavoro, la vita sarebbe ancora più triste. Il numero 15 ha concluso chiedendo: - Perché proprio io? Appena mi incalzano con domande insidiose, cambio strategia, tono di voce, postura.

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I SASSI

sassiUna volta un anziano professore della Scuola Nazionale per la Pubblica Amministrazione venne contattato per tenere una lezione di formazione sulla "Pianificazione efficace del tempo" ad un gruppo di una quindicina di dirigenti di importanti aziende americane. Il corso faceva parte di una delle cinque sessioni della loro giornata di formazione e il professore aveva a disposizione solamente un'ora per fare lezione.
In piedi, davanti a questo gruppo d'élite (pronto a prendere appunti su tutto ciò che l'esperto stava per insegnare), l'anziano professore li guardò ad uno ad uno lentamente. Poi disse: "Adesso faremo un esperimento". Da sotto al tavolo che lo separava dagli allievi, il vecchio tirò fuori un grande recipiente di vetro da più di 4 litri, e lo posò delicatamente davanti a lui. Poi tirò fuori una dozzina di ciottoli grandi all'incirca come delle palle da tennis ed uno ad uno li mise delicatamente dentro il vaso.

Quando questo fu riempito fino al bordo e fu impossibile aggiungere anche un solo sasso, alzò lentamente gli occhi verso i suoi allievi e domandò: "Questo vaso è pieno?". Sorridendo, tutti risposero "Sì". Attese qualche secondo e aggiunse: "Davvero?"

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IL SASSO NELLO STAGNO

sasso stagno

Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si
allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze
diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di
carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano
ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno,sono come
richiamati in vita, obbligati a reagire, a entare in rapporto tra
loro. Altri movimenti invisibili si propagano in profondità, in tutte
le direzioni...
G. Rodari, La grammatica della fantasia.

IL CURRICULUM E...UNA RICETTA di Stefano Cosulich

 

cvFogli senz’anima

si agitano scomposti

sulla scrivania

in attesa

del processo

del verdetto

dell’archiviazione.

 

La disperazione

imprigionata

in poche righe

batte la pista

alla rassegnazione

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